
Dipinge
sulla tela i visi dei lavoratori emigrati nelle città, identita'
fuori dai registri ufficiali, senza diritti. Mani invisibili che costruiscono
la nuova Cina.
A questi visi è sovrapposta la scritta AK-47, nome di una
famosa mitragliatrice di origine Russa, icona di aggressività e oppressione.
Questa simbologia vuole stigmatizzare la violenza del sistema sull'individuo
nello sviluppo del nuovo tessuto urbano e sociale Cinese.